Non mi era mai capitato così spesso di essere fermato da qualcuno che voleva vedere la mia fotocamera. Con la Nikon Zf è successo regolarmente: appassionati, fotografi, semplici curiosi attratti da quel design inconfondibile che fa voltare la testa anche a chi non sa nulla di tecnica fotografica. È stato il primo segnale che questa macchina era qualcosa di diverso. Dopo averla testata a fondo in contesti molto diversi tra loro — eventi, reportage, matrimoni, uscite fotografiche di piacere — posso dire con convinzione che la Zf non è solo bella da vedere: è una delle proposte più complete e convincenti dell’intera gamma Z.

Un design che racconta una storia
La prima cosa che colpisce è ovviamente il design. La Zf si ispira dichiaratamente alla Nikon FM2, la leggendaria reflex analogica 35mm che ha segnato un’epoca intera della fotografia. Le ghiere meccaniche sul piano superiore, la finitura opaca, il logo inciso, i comandi in ottone: ogni dettaglio è pensato per evocare quella sensazione tattile e visiva che chi ha fotografato su pellicola conosce bene. Ma la Zf non è una nostalgica operazione di marketing — è una fotocamera vera, moderna, capace.
Vale la pena spendere una parola proprio su quelle ghiere — ISO, tempi di scatto, compensazione dell’esposizione — che dominano il piano superiore del corpo. Per chi viene dalla pellicola o ama un approccio manuale e ragionato alla fotografia, sono un regalo: fisiche, precise, immediate. Nella mia esperienza quotidiana, però, ho finito per usarle poco: i tasti funzione personalizzabili mi hanno permesso di gestire tutte le impostazioni in modo altrettanto rapido direttamente dallo schermo, con un flusso di lavoro che si adatta meglio ai ritmi di certi contesti. Le ghiere restano lì, bellissime, e chi vorrà usarle le troverà esattamente dove si aspetta. Questa flessibilità è, in fondo, uno dei punti di forza della Zf.

La scelta cromatica è un piacere aggiunto: oltre al classico nero, Nikon propone la Zf in diverse colorazioni — blu indaco, marrone seppia, rosso bordeaux, verde muschio, grigio pietra e la più recente versione silver — ognuna con la sua personalità. Si sceglie la versione preferita al momento dell’acquisto, e il risultato è una fotocamera che ha già di per sé un carattere estetico fortissimo.
Piccola nel corpo, grande nelle prestazioni
Con le sue dimensioni di 144 × 103 × 49 mm e un peso di 710 grammi (con batteria e scheda), la Zf è sorprendentemente portabile per una full frame. Il confronto più eloquente è con la Z8 — macchina di categoria superiore, destinata ai professionisti più esigenti — che arriva a 144 × 118,5 × 83 mm per 910 grammi. A parità di larghezza, la Zf è oltre 3 centimetri più sottile e pesa 200 grammi in meno: differenze che si sentono concretamente dopo ore di riprese.

Una questione di feeling
Senza cage, la Zf restituisce una sensazione unica: è quasi identica a tenere tra le mani una vecchia Nikon FM2 a pellicola. Il corpo piatto, le ghiere, l’assenza di una grip pronunciata — tutto riconduce a quell’esperienza. È una sensazione bellissima, puristica, che i fotografi di lunga data apprezzeranno istantaneamente.
Con un cage, invece, la situazione cambia radicalmente: la presa diventa salda, sicura, professionale. Per chi lavora a lungo in esterno o gestisce sessioni intense, l’abbinamento con una cage è la soluzione naturale per avere il meglio dei due mondi.

Prestazioni d’immagine: nessun compromesso
Sotto la carrozzeria vintage batte un cuore tecnologico di ultima generazione. Il sensore BSI-CMOS full frame da 24,5 MP è abbinato al processore EXPEED 7 — lo stesso che equipaggia Z8 e Z9, le macchine da battaglia di casa Nikon. Il risultato è una qualità d’immagine eccellente: dettaglio fine, gamma dinamica ampia, rumore gestito in modo impeccabile anche ad alti valori ISO.
La resa cromatica è uno dei punti di forza che si notano immediatamente sul campo. I file — sia JPEG che NEF — restituiscono colori naturali, profondi, con quella caratteristica firma cromatica Nikon che i suoi utenti conoscono e cercano. Il bilanciamento del bianco automatico fa il suo lavoro con grande affidabilità in situazioni miste o difficili.
La stabilizzazione integrata a 5 assi arriva fino a 8 stop di compensazione: un valore eccellente, che permette di scattare a mano libera in condizioni di luce estremamente difficili senza compromettere la nitidezza.
Autofocus: veloce, preciso, intelligente
Il sistema di autofocus della Zf è lo stesso che troviamo nelle macchine di fascia alta della serie Z: 273 punti AF a rilevamento di fase, con copertura del 90% del fotogramma. Il riconoscimento dei soggetti — persone, animali, veicoli — funziona in modo affidabile e il tracking segue i movimenti con naturalezza anche in scene complesse.
Su questo fronte, la Zf si equivale sostanzialmente alla Z6 III: stesso numero di punti AF, stesso processore EXPEED 7, stessa qualità d’immagine di riferimento a 24,5 MP. La Z6 III porta in dote un sensore parzialmente stacked che la avvantaggia in alcune situazioni estreme di velocità, ma per la stragrande maggioranza degli usi — matrimoni, ritratti, reportage, viaggi — le due macchine si trovano sullo stesso piano. La Zf, però, lo fa in un corpo che è tutta un’altra storia.
Si adatta a te, non il contrario
Una delle qualità più rare della Zf è la sua capacità di cambiare pelle a seconda di come la si vuole usare. Abbinata alle ottiche pancake della gamma Nikon Z — sottili, leggere, essenziali — diventa un kit straordinariamente compatto: facile da portare ovunque, discreta, quasi invisibile. È la configurazione ideale per chi vuole il massimo della qualità senza il peso e l’ingombro di un sistema tradizionale. Personalmente la utilizzo spesso con il Nikkor Z 40mm f/2, una focale naturale e versatile che si sposa perfettamente con il carattere della Zf in ogni situazione: matrimoni, viaggi, street photography, uscite senza un piano preciso.
Ma la Zf non è una macchina da minimalismo forzato. Montare ottiche più grandi e luminose — un 135mm F1.8 arriva a pesare quasi il doppio del corpo macchina — magari con l’aggiunta di un cage, la trasforma in uno strumento professionale a tutti gli effetti: la presa diventa salda, l’ergonomia cresce, e il sistema si espande senza perdere nulla di ciò che la rende speciale. Due anime, una sola fotocamera.

La scheda in breve
- Sensore: BSI-CMOS full frame da 24,5 MP
- Processore: EXPEED 7 (lo stesso di Z8 e Z9)
- Autofocus: 273 punti a rilevamento di fase, riconoscimento soggetti
- Stabilizzazione: 5 assi, fino a 8 stop
- Dimensioni e peso: 144 × 103 × 49 mm, 710 g con batteria e scheda
- Colorazioni: nero, blu indaco, marrone seppia, rosso bordeaux, verde muschio, grigio pietra, silver
Il verdetto
La Nikon Zf è una fotocamera che sa esattamente cosa vuole essere. Non ambisce ad essere la Z8 — che con i suoi 45,7 MP e il sensore stacked vive in un’altra categoria — né si limita a inseguire la Z6 III sulle prestazioni pure: su quel terreno le tiene testa alla pari, ma aggiunge qualcosa che la Z6 III non può offrire — un’identità estetica fortissima, in un corpo compatto e piacevolissimo da portare con sé ogni giorno.
È la macchina giusta per chi non vuole scendere a compromessi sulla qualità, ma non vuole nemmeno rinunciare al piacere fisico e visivo di fotografare. Per chi ama la fotografia non solo come tecnica, ma come esperienza.
Una volta presa in mano, è difficile non innamorarsene.
